Francobolli ugandesi battuti… a macchina

A fine Ottocento la macchina per scrivere del reverendo Millar stampò i primi francobolli nazionali.

uganda

francobolli_ugandesiIl ticchettio risuona metodico e incessante nella foresta. A pigiare i tasti della Barlock, seduto allo scrittoio, è un missionario, il reverendo Ernest Millar. Non sta componendo una lettera, ma stampando francobolli. E’ il 1895, e oltreoceano, negli Stati Uniti, la produzione industriale di macchine per scrivere cresce a pieno ritmo. L’Uganda invece era da poco divenuto protettorato britannico ed era ancora composto dai regni di Ankole, Buganda, Bunyoro, Toro e Busoga.

In quello scorcio di 1895 il reverendo Ernest Millar, della Church Missionary Society, aveva appena ricevuto dall’Inghilterra una macchina per scrivere Barlock, quando fu visitato da George Wilson, rappresentante della British East Africa Company e in seguito vice commissario del protettorato, incaricato di organizzare un servizio postale nella regione di Buganda. Un dettaglio rendeva la sua missione difficile: in quella sperduta terra dell’Africa non c’erano tipografie. Come racconta padre Ernest nel suo diario, “all’ora di pranzo è passato da noi Wilson chiedendomi se lo potevo aiutare nella sua idea di impiantare un sistema postale in Uganda.

Io ho acconsentito a preparargli alcuni francobolli e a stampargli un foglio per tutti i valori da 10 a cinquanta conchiglie.” Nacque così la prima tiratura di francobolli ugandesi, noti ai collezionisti come francobolli dei missionari o cowries (foto 1), dal nome della conchigliamoneta in uso all’epoca in varie regioni africane, dalla Somalia alla Nigeria, e importata in grande quantità dall’India (duecento cowries equivalevano a 1 rupia indiana).

Stampati in inchiostro nero sulla carta spessa usata dal reverendo per i suoi sermoni, erano delimitati verticalmente dal segno grafico dell’apostrofo, e orizzontalmente da trattini. Nella prima tiratura furono realizzati 117 esemplari per foglio, distribuiti su tredici file da nove (ogni fila era di solito composta da francobolli con la stesso valore facciale).

Spesso la tredicesima fila era rovesciata perché a fine pagina la carta diventava instabile e allora il reverendo capovolgeva il foglio scrivendo sulla prima riga: questo spiega perché gli ultimi esemplari siano tete-beche. Il disegno della vignetta era molto immediato nella sua semplicità e consisteva nelle due lettere U e G (Uganda Government), mentre al centro campeggiava la cifra del valore facciale, da 10 a 60 cowries, poi elevato a 100.

Il recapito postale, limitato a diciassette destinazioni collegate con la capitale, iniziò il 2 marzo 1895 e si dimostrò subito molto efficiente, non più di un paio di giorni per la consegna. L’accoglienza da parte del pubblico superò le più rosee aspettative degli organizzatori del servizio: le richieste furono tante e tali che le scorte andarono esaurite in un mese e ad aprile si dovette provvedere a una seconda tiratura.

Consisteva in francobolli più piccoli, in modo che ogni foglio contenesse tredici file da undici esemplari. Anche questa volta la fornitura andò esaurita in breve tempo e padre Millar dovette ricorrere all’aiuto del reverendo G. R. Baskerville, il quale creò anche dei provvisori, sovrastampando facciali poco usati e apponendovi la propria sigla, coinvolgendo più tardi anche il reverendo F. Rowling. Sono di quel periodo esemplari stampati in inchiostro viola.

Nel 1896 il servizio postale fu preso in carico dalle forze militari britanniche che introdussero un disegno più elaborato con la parola Uganda scritta in basso e le sigle V.96.R poste sulla parte superiore del francobollo. Le due consonanti stavano per Victoria Regina, mentre il numero 96 indicava l’anno di emissione.

francobollo_e_buste_ugandesi

Più tardi, nel 1901, fu avviato un regolare servizio postale per l’estero. La tariffa per l’Inghilterra era di 1 anna (16 anna = 1 rupia), e furono impiegati i francobolli del protettorato realizzati tipograficamente. Dal 1903 al 1921 in Uganda erano in uso le serie dell’Africa Orientale Britannica, e dal 1922 sino al 1961 dentelli con l’iscrizione Kenya&Uganda e poi Kenya Uganda e Tanganica.

I francobolli locali erano inoltre annullati con matite colorate o con croci tracciate a penna; talvolta invece gli annulli erano impressi con timbri lineari che citavano il nome dell’azienda, fra le quali la Smith Mackenzie di Usoga (foto 3).

Dal 1898 i francobolli artigianali dei missionari vennero sostituiti da una produzione più ufficiale, non prima però che i cowries dessero inevitabilmente origine a moltissime varietà ed errori, una peculiarità che li rende molto ambiti dai collezionisti: la prima serie è quotata oltre diecimila euro. Il valore aumenta se i francobolli sono su busta.

Nel 2008 la casa d’aste Harmers aggiudicò per 80.000 sterline – circa 100.000 euro – il frontespizio di un pacco affrancato con quattordici valori della prima emissione: il facciale complessivo di 500 cowries (foto 4) era giustificato dal tipo di spedizione, inviata dal vescovo Alfred Tucker, che risiedeva a Namirenbe (Kampala), all’antropologo R. H. Leakey di Koki County. Il 14 ottobre 2009, all’asta Spink di Londra, una busta affrancata con una striscia di tre francobolli da 10, di cui uno con sovrastampa a mano di Ernest Millar, fu aggiudicata per 61.200 sterline, circa 68.500 euro; un’indicazione manoscritta precisava “1 box sent by canoe”, ‘1 pacco inviato tramite canoa’ (12/09 p. 13; foto 5).

I prezzi di aggiudicazione dei rari pezzi che passano all’asta smentiscono quei “puristi” che considerano i primi francobolli ugandesi alla stregua di emissioni locali. La loro manifattura artigianale, il loro aspetto non rifinito e le circostanze storiche che portarono alla loro nascita fanno sì che il loro fascino rimanga intatto.

L’Uganda ieri e oggi

uganda_ieri_e_oggiL’Uganda occupa una superficie corrispondente all’incirca a quella del Regno Unito. Incastonato nell’Africa orientale, confina a nord con il Sudan, a est con il Kenya, a sud con il lago Vittoria, la Tanzania e il Ruanda e a ovest con la Repubblica Democratica del Congo. E’ una terra fertile e verdeggiante, bagnata da fiumi e ampie zone lacustri – si ritiene che il Nilo nasca qui dal lago Vittoria. La densità della popolazione è relativamente bassa e la fauna scarseggia a causa degli stermini provocati durante la dittatura. L’Uganda non ha sbocchi sul mare e le risorse sono prevalentemente agricole. Ancora oggi è uno dei paesi con più basso reddito pro capite e con una mortalità altissima causata dalla diffusione dell’Aids.

L’Uganda fu scoperto a metà dell’Ottocento dall’esploratore inglese David Livingstone. I primi ad insediarsi furono i missionari protestanti nel 1877, seguiti dai cattolici nel 1879, che convertirono in breve tempo una parte consistente della popolazione. Dopo un passato coloniale che dal 1894 lo rese un protettorato britannico, divenne uno stato indipendente nel 1962, ma la raggiunta sovranità fu funestata dall’alternarsi di spietati dittatori che misero in ginocchio l’economia, già precaria. Da oltre un trentennio il paese non trova pace: dopo la caduta, nel 1979, del tristemente famoso Idi Dada Amin i successivi capi di Stato non sono stati da meno e sono proseguite le guerriglie interne, le uccisioni di massa e gli scontri con i paesi vicini come l’ex Zaire e il Sudan. La situazione politica è ancora molto precaria: varie porzioni del territorio e delle aree di confine sono gestite dai cosiddetti signori della guerra, che danno origine a scontri e guerre tribali insieme ai gruppi ribelli della Lords Resistance Army, ‘Resistenza armata del signore’, un gruppo armato di matrice cristiana accusato di gravi violazioni dei diritti umani.

Uganda in sintesi


Nome: Uganda
Tipo di governo: repubblica indipendente
Capo di stato: Yoweri Kaguta Museveni
Superficie: 241.000 km2
Popolazione: 32 milioni
Capitale: Kampala
Lingua ufficiale: inglese
Religione: 42% cattolica, 41% protestante
Moneta: scellino ugandese (UGS)
Cambio: € 1 = UGS 2.937
mappa_uganda

Curiosità filateliche

    • In inglese la parola Uganda suona come l’unione delle parole you (U) e gander (ganda), che insieme significano ‘tu, papero’. Facendo leva su questo tipico joke inglese, il reverendo Millar propose un francobollo, mai adottato, raffigurante il pennuto. Il valore era di 1 shell, cioè una conchiglia.

1_shell

    • La prima immagine che apparve su una vignetta ugandese fu quella della regina Vittoria nel 1898, mentre i primi figurativi uscirono solo nel 1962.

 

regina_vittoria

    • Dopo la caduta del dittatore Idi Dada Amin, i francobolli furono sovrastampati Uganda liberated 1979.

uganda_liberated_1979

    • Nonostante l’endemica guerriglia, ci sono notizie non confermate dell’esistenza, nelle aree non controllate dal governo di Kampala, di un servizio postale basato su etichette recanti l’iscrizione Lords Resistence Army.

lord_resistence_army

Altri missionari da album

francobolli_ugandesiNell’Ottocento in molte aree ad alta densità di analfabetismo le missioni non rappresentavano solo luoghi di evangelizzazione, ma assolvevano anche alla funzione di scolarizzare la popolazione. Avveniva quindi che da quegli avamposti si irraggiasse una fitta corrispondenza postale, dei religiosi stessi, che scrivevano alle proprie confraternite, e dei locali. In alcuni casi, in mancanza di servizi postali ufficiali, i missionari si ingegnavano per attivare regolari servizi di posta. Questo spiega perché i primi francobolli di alcuni stati siano detti “missionari”.

Fra i più noti gli esemplari utilizzati a metà dell’Ottocento per il servizio postale fra le isole Hawaii: i religiosi inviati in quell’arcipelago utilizzavano i francobolli preparati dal commerciante Henry M. Whitney, che oggi spuntano quotazioni elevatissime, soprattutto su busta (foto 6).

Anche in Madagascar, nel 1894, la missione norvegese della NMS (Norwegian Missionary Society), usava esemplari propri che curiosamente avevano il valore facciale espresso in V (‘vari’),per indicare il numero di ciotole di riso necessarie per comprare il singolo francobollo (foto 7).

A Wuga, nell’Africa orientale tedesca, nel 1916 furono emessi due tipi di francobolli da parte della locale comunità missionaria (foto 8).

La meno conosciuta fra le emissioni dei missionari è senz’altro quella della missione francese della Sainte famillie dell’Alto Ubangi, regione che prende il nome dell’ affluente del Congo. Intorno al 1880 furono approntati due francobolli, per il servizio dalla missione ai porti di Loango e di Matadi. In asta questi esemplari raggiungono cifre notevoli, ma il fatto che non siano note buste viaggiate fa pensare che il servizio postale non fosse mai stato regolarmente attivato (foto 9).

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