Se “Roma è ladrona”, la Lega punta su Tito Livio

Se “Roma è ladrona”, la Lega punta su Tito Livio

di Claudio Baccarin

Nel giudizio sulla sua opera gli storici si sono divisi. C’è chi ha riscontrato una perfetta coincidenza con la politica di Augusto e lo ha considerato una sorta di propagandista del principato. E chi, viceversa, puntando l’attenzione sulle frecciate polemiche contro il nuovo corso imperiale, lo giudica un nostalgico dell’antico regime. Come riferisce Tacito, lo stesso Augusto lo definiva pompeiano per le sue idee repubblicane. Tutti comunque riconoscono al patavino Tito Livio (59 a.C. – 17 d.C.), autore di una monumentale storia di Roma, nota come Ab urbe condita libri, la palma di principale storico dell’età augustea.

bitonci

Massimo Bitonci

giacomelli

Antonello Giacomelli

 

 

 

 

 

 

 

 

E proprio in vista del bimillenario della morte di Tito Livio, che verrà celebrato nel 2017 con la mostra “Livius Noster: Tito Livio a Padova e il mito della Romanità”, e con un congresso internazionale al quale hanno già dato la propria adesione studiosi dei principali atenei italiani ed europei, alla fine di aprile il sindaco di Padova Massimo Bitonci (esponente di punta della Liga Veneta-Lega Nord Padania e assai vicino alle posizioni del segretario federale Matteo Salvini) ha inoltrato al sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli la richiesta di un’emissione filatelica ad hoc. Nel contempo l’assessore alla Cultura Flavio Rodeghiero ha presentato al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, l’istanza per il riconoscimento del Comitato scientifico nazionale che sta lavorando al progetto del bimillenario. «Dati archeologici e fonti letterarie – scrive Bitonci, già capogruppo del Carroccio al Senato – mettono in luce come Patavium fu in età imperiale augustea città di tutto rilievo sia dal punto di vista urbanistico sia da quello economico: obiettivo delle celebrazioni è far luce sul protagonista Tito Livio, sulla sua vicenda umana e sulla sua opera storica e capire quanto abbia influito sulla cultura dei secoli successivi». Va detto che a noi sono giunti solo 35 dei 142 libri della storia di Roma di Tito Livio. L’opera, che si arresta al 9 avanti Cristo, utilizza l’antico schema annalistico, con il racconto degli avvenimenti anno per anno. Insomma, per gli studiosi, c’è ancora molto da esplorare.

tito livio 1941

Il francobollo per Tito Livio (cui a Padova è intitolato il liceo classico in cui nel 1942 conseguì la maturità il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano) intende, conclude il sindaco Bitonci, «recuperare un legame con il passato e riscoprire la storia al fine di presentarla al grande pubblico di tutte le fasce d’età, anche attraverso metodi di valorizzazione differenti come la storia postale e il collezionismo». Ora la palla passa al ministro e ai componenti della Consulta per l’emissione delle carte valori postali e la filatelia. Il precedente tributo risale al 13 dicembre 1941, allorché, per il bimillenario della nascita di Tito Livio, vennero emessi quattro valori (con sovrapprezzo a favore dell’Istituto di studi romani) firmati nientepopodimeno che dal maestro Corrado Mezzana.

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