La Filatelia ha un nuovo interlocutore

La Filatelia ha un nuovo interlocutore

Il viceministro Stefano Buffagni ha ricevuto la delega sul settore postale. Ora si attendono novità anche per Consulta e Commissione. E, chissà, che sia la volta buona di una nuova politica filatelica.

Di Claudio Baccarin

C’era anche lui, di provata fede interista – come il suo predecessore, il dem Antonello Giacomelli, neocommissario Agcom – la sera dell’8 gennaio, a Castel Sant’Angelo, alla cena di gala per i 120 anni della Lazio. Pochi minuti prima di mezzanotte, insieme al sindaco della capitale Virginia Raggi, il viceministro dello Sviluppo economico Stefano Buffagni ha visto e postato in anteprima il francobollo dedicato alla squadra di calcio romana.
Quasi una premonizione in vista della delega che gli è stata ufficialmente attribuita con un decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale dopo Ferragosto. Nel provvedimento che, a un anno dalla formazione del governo Conte II, assegna le competenze al pentastellato Buffagni, trentasettenne commercialista milanese, si legge infatti che a lui sono attribuite «le iniziative e le attività relative al servizio postale universale e al mercato postale». Dopo averlo tanto invocato, anche con interrogazioni parlamentari, il settore postale (e quindi l’ambito delle nuove emissioni di francobolli) trova finalmente un interlocutore.
Stretto fra mille impegni, il ministro Stefano Patuanelli si era occupato di francobolli solo in poche occasioni: il 14 febbraio aveva fatto sapere su Facebook di aver raccolto l’appello lanciato a Piazzapulita dallo scrittore Stefano Massini per l’emissione dedicata al tabaccaio Bruno Ielo, nel terzo anniversario del suo assassinio da parte della mafia. Grandi elogi al ministro triestino «per il fattivo interessamento» erano giunti sempre a febbraio per l’accoglimento della richiesta di un valore incentrato sui 2.200 della fondazione di Aquileia (annunciato per il 12 luglio e posticipato al 10 novembre in congiunta con Vaticano e Smom). Il 2 agosto, infine, il responsabile del Mise aveva sottolineato con un post raccolto dall’Ansa il valore civico del francobollo per i 40 anni della strage di Bologna.

I due organi “filatelici” del Mise
Al di là di quelle che saranno le strategie impresse al settore postale dal nuovo referente, il mistero aleggia anche sulla sorte della Consulta per l’emissione delle cartevalori postali e la filatelia, di cui dal 2017 si sono perse le tracce. L’ultima infornata di nomine era stata decisa nel dicembre 2015 dall’allora ministro Federica Guidi. Le Linee guida della filatelia, emanate nel 2017, prevedono che nel processo di emissione dei francobolli il ministro o il suo delegato si possano avvalere di due organismi tecnico-consultivi, entrambi con mandato triennale: la Consulta filatelica e la Commissione per lo studio e l’elaborazione delle carte-valori postali. Orbene, mentre riposa in pace la vecchia Consulta (che, per quanto priva di potere decisionale o di veto, se interpellata, può comunque rappresentare un organismo di vigilanza sulle decisioni della autorità politica), di cui dovrebbero far parte, oltre ai rappresentanti dei ministeri competenti, di Poste italiane e del Poligrafico, anche esperti di filatelia e della società civile, funziona invece a pieno regime la Commissione presieduta dal settantanovenne professor Angelo Di Stasi. Della quale fanno parte, oltre ai membri di diritto, pure sei “laici”: Elena Monorchio, Gian Piero Ventura Mazzuca, Ermanno Brugnoli, Domenico Franco, Stefano Morandi e Stefano Gabbuti. Pure in tempo di Covid-19,
la Commissione si è riunita regolarmente per via telematica e, per smaltire il gran numero di emissioni approvate dal Mise (senza il filtro della Consulta, con doppioni e anniversari più quadrati che tondi), ha operato pure il 20 e il 27 agosto, quando ormai il mandato era scaduto.

Le emissioni
Intanto il numero delle emissioni di carte valori postali per il 2020 è cresciuto a dismisura e non si sa chi l’abbia deciso: 81 emissioni per per la bellezza di 135,25 euro, e la cifra potrà solo aumentare.

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