L’importante è partecipare…

L’importante è partecipare…

Grazie agli atleti azzurri è stata pioggia di medaglie nelle ultime Olimpiadi. Nessuno di loro verrà tuttavia effigiato su francobollo. Intanto le aziende dilagano sui dentelli…

Di Giulio Filippo Bolaffi

Mentre questo numero sta andando in stampa è ancora viva l’eco delle appena terminate Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, che sicuramente passeranno alla storia per il record di medaglie conquistate dall’Italia e per le tante incredibili storie di vinti e vincitori, tra tutte le leggendarie gesta di Federica Brignone. Non passeranno però alla storia della filatelia, infatti cotante imprese sportive meriterebbero di essere celebrate da un francobollo, strumento che dovrebbe destinare a imperitura memoria il tributo commemorativo dello Stato.

Purtroppo così però da noi non avverrà, per via di una norma che vieta la raffigurazione di persone viventi. In Australia, già nel 2000, in occasione dei Giochi Olimpici di Sydney, una straordinaria sequenza di trionfi fece sì che per la prima volta al mondo tutti i volti dei vincitori locali, il giorno successivo al trionfo venissero man mano riprodotti su un Instant Stamp, entrando di diritto nelle emissioni ufficiali e regalando a Ian Thorpe e compagni eterna gloria oltre a una casella nell’album. Non giudico in questa sede se tale norma italiana sia giusta o meno, considerando che una volta aperta la gabbia, dopo i vincitori olimpici potrebbero per esempio essere effigiati sui francobolli anche i vincitori di Sanremo e, per par condicio, i loro direttori d’orchestra, i conduttori, le vallette, gli ospiti e compagnia cantante, in una tipica deriva italica e per la ragion di Stato nazional-popolare. Di certo, questi personaggi (molto eventualmente) degni di essere celebrati non sfigurerebbero comunque di fronte alla pletora di aziende che, ultimamente e senza alcuna deroga alle norme, viene ogni anno riprodotta sui francobolli italiani (cfr. Un’impresa da ricordare, pp. 4-7). Siamo il paese delle eccellenze e del Made in Italy, però è a tutti evidente come questo straripare di emissioni “aziendali” non abbia più nulla a che vedere con la celebrazione dei migliori, bensì con logiche più commerciali o per lo meno campanilistiche.

Non posso esimermi dal notare che, a corollario di ogni emissione, vengono oggi prodotti folder e altri variopinti accessori filatelici che hanno un mercato collezionistico molto limitato, mentre nel caso di emissioni celebrative di aziende sono gli stessi celebrati a diventare il primo cliente di chi ha generato il prodotto. Se ormai le nuove emissioni postali, esaurito il loro compito tecnico di assolvere al pagamento della tariffa, perché sostituite dalle affrancature automatiche, e pure esaurito quello di celebrazione onorifica da parte dello Stato, dato il numero infinito di nuove emissioni e le scelte spesso discutibili dei soggetti rappresentati, devono essere solo più uno strumento commerciale, tanto vale che lo siano con le facce pulite e vittoriose dei nostri atleti. Magari loro non compreranno in prima persona molti folder, ma sicuramente hanno tanti fan disposti a farlo e con un oro al collo non metterebbero nessuno a criticare il motivo per cui sono stati celebrati.

Aggiungere di colpo una ventina di francobolli al “misero” numero di 100 già previsti a calendario, non sarebbe un problema tecnico, ma piuttosto lo sarebbe per chi decide i soggetti, a dover giustificare una volta tanto che a venir effigiati siano davvero i migliori, mentre per figurare su un’emissione postale italiana ultimamente quel che conta non è vincere, ma partecipare… al fatturato!

I CONTENUTI DI MARZO – MAGGIO 2026

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