Francobolli contro la corruzione

Francobolli contro la corruzione

di Giovanni Bosi |

«Culpam poena premit comes». Una citazione in latino per rendere più efficace l’enunciazione di un principio. La frase, tratta dalle Odi di Ovidio, significa che il castigo segue come compagno la colpa. Come dire: prima o poi si viene scoperti. Un’immagine efficace per introdurre un tema che, nonostante tutto, continua a dilagare in quasi ogni parte del mondo, la corruzione.

Talmente difficile sradicarla che persino i francobolli – testimoni del loro tempo – sono chiamati a contribuire all’educazione civica su questo versante. A ben guardare, molti paesi sono più sensibili di altri nel mettere “tra i denti” questa forma di malcostume, segno di una presa di coscienza sul problema che esiste nella propria realtà.

Di certo l’argomento – la tematica per rimanere in ambito collezionistico – è più attuale che mai. Tanto che per i festeggiamenti del decimo anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, l’amministrazione postale delle Nazioni Unite si è associata all’Ufficio Onu contro droga e crimine per emettere un foglio di francobolli personalizzato, presentato alla quinta sessione della conferenza svoltasi a Città di Panama lo scorso 25 novembre.

1. onu 2013 francobollo

«La corruzione è una piaga insidiosa che causa un’ampia gamma di effetti corrosivi sulle società – spiegano dall’Apnu – mina la democrazia e lo stato di diritto, conduce a violazioni dei diritti umani, distorce i mercati, erode la qualità della vita e permette al crimine organizzato, al terrorismo e ad altre minacce alla sicurezza umana di prosperare».

E per questo la convenzione ha introdotto un insieme di requisiti, norme e provvedimenti che tutti i paesi possono applicare per rafforzare i loro sistemi normativi e giuridici per combattere la corruzione. Che si può contrastare persino con immagini efficaci: da questo punto di vista sono emblematici i due francobolli emessi da Nigeria e Tunisia, rispettivamente nel 1985 e nel 2012.

3. Tunisia-lotta-alla-corruzione

2. Nigeria 1985

Il primo, con lo slogan «War against indiscipline. Discourage bribery» (‘lotta all’indisciplina. Scoraggia la corruzione’), mostra una mazzetta di banconote che passa da una mano all’altra, con una croce rossa tracciata sopra; il secondo, arrivato in occasione della Journée internationale de lutte contre la corruption, raffigura la mano di un funzionario che appone un timbro su un documento tenendo in mano un rotolo di banconote. Nulla di più chiaro.

Ma l’elenco delle emissioni sul tema è abbastanza lungo (e persino inquietante) e magari potrebbe costituire una mini-tematica sull’antitesi dell’onestà: dall’Austria (1992) alla Cina (1995), dal Messico (200) al Pakistan (2006), dallo Sri Lanka (2007)  a Formosa (2009), da Taiwan (2009) al Bangladesh (2010).

5. Bangladesh 2010

International Anti-Corruption Day Stamp

Ammettere che il problema esiste è già qualcosa. Del resto anche papa Francesco è intervenuto in merito e il suo «Guarire dalla corruzione» è un’esortazione a non rimanere complici della “cultura” della corruzione.

E l’Italia come potrebbe essere incasellata in una raccolta di questo tipo? Un francobollo ad hoc non esiste, ma parlando in genere di pubblici uffici, si potrebbe inserire il dentello da 65 centesimi entrato in circolazione nel 2007 in occasione del cinquantenario dell’istituzione della Scuola superiore della pubblica amministrazione. Come dire: rimettiamoci a studiare.

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